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Traumi

Il trauma: quando un’esperienza lascia un segno profondo
Un trauma è un’esperienza che supera le capacità della persona di affrontare e integrare ciò che sta accadendo. Non riguarda solo eventi eccezionali o drammatici, ma il modo in cui una situazione viene vissuta a livello emotivo, corporeo e relazionale.
Quando una persona si sente sopraffatta, impotente o in pericolo, il sistema emotivo può rimanere in uno stato di allerta anche dopo che l’evento è terminato, influenzando il benessere, le relazioni e la quotidianità.
Grandi traumi (T) e piccoli traumi (t)
Si distingue spesso tra:
Traumi con la “T” maiuscola, legati a eventi improvvisi e intensi, come incidenti gravi, violenze, abusi, lutti traumatici, calamità naturali o situazioni di minaccia alla vita. Sono esperienze chiaramente riconoscibili come traumatiche.
Traumi con la “t” minuscola, più sottili ma spesso ripetuti nel tempo. Possono includere trascuratezza emotiva, rifiuto, umiliazioni, critiche costanti, mancanza di protezione o un clima relazionale imprevedibile. Anche se meno evidenti, queste esperienze possono lasciare ferite profonde, soprattutto quando avvengono durante l’infanzia o all’interno di relazioni significative.
Entrambe le forme di trauma possono avere un impatto duraturo, contribuendo a difficoltà emotive, relazionali e a una visione di sé segnata da insicurezza, vergogna o senso di inadeguatezza.
Riconoscere il trauma è il primo passo
Molte persone minimizzano ciò che hanno vissuto, pensando che “non sia abbastanza grave”. In realtà, il trauma non si misura dall’evento, ma dall’effetto che ha avuto sulla persona. Riconoscerlo significa iniziare a dargli un senso e aprire uno spazio di cura, ascolto e possibilità di cambiamento.
I disturbi traumatici secondo il DSM-5-TR
Il DSM-5-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) raggruppa le condizioni legate al trauma all’interno della categoria dei Disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti.
Questi disturbi possono svilupparsi in seguito all’esposizione a eventi vissuti come minacciosi, dolorosi o emotivamente travolgenti.
Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD)
Il Disturbo Post-Traumatico da Stress può insorgere dopo aver vissuto o assistito a un evento traumatico.
I sintomi principali includono:

  • ricordi intrusivi, flashback o incubi;
  • evitamento di situazioni, luoghi o pensieri legati all’evento;
  • stato di allerta costante (iperattivazione, irritabilità, difficoltà di concentrazione);
  • alterazioni dell’umore e dell’immagine di sé (senso di colpa, vergogna, distacco emotivo).

Il trauma, in questi casi, continua a essere “rivissuto” anche quando il pericolo non è più presente.
Disturbo Acuto da Stress
È una condizione simile al PTSD, ma di durata più breve (da pochi giorni fino a un mese dopo l’evento).
Può includere:

  • forte ansia;
  • dissociazione;
  • difficoltà di regolazione emotiva;
  • sensazione di irrealtà o distacco da sé.

In alcune persone i sintomi si risolvono spontaneamente; in altre possono evolvere in un PTSD.

Disturbi dell’adattamento
I Disturbi dell’Adattamento si manifestano in risposta a eventi stressanti significativi (malattia, separazioni, cambiamenti lavorativi, lutti non traumatici).
I sintomi possono includere:

  • ansia;
  • umore depresso;
  • difficoltà relazionali o lavorative.

Pur non essendo sempre legati a traumi estremi, indicano una sofferenza reale e meritevole di attenzione clinica.
Disturbi dissociativi correlati al trauma
In alcune persone il trauma può esprimersi attraverso sintomi dissociativi, come:

  • sensazione di distacco dal proprio corpo o dalle emozioni;
  • vuoti di memoria;
  • senso di irrealtà.

La dissociazione è spesso una strategia di sopravvivenza messa in atto dal sistema quando l’esperienza è stata troppo intensa o prolungata.
Trauma complesso e limiti del DSM-5-TR
Il DSM-5-TR riconosce il PTSD, ma non include formalmente il Disturbo Post-Traumatico da Stress Complesso, che viene invece descritto in altri sistemi diagnostici (come l’ICD-11).
Tuttavia, molte persone che hanno vissuto traumi ripetuti e relazionali, soprattutto in età evolutiva, presentano difficoltà più pervasive che coinvolgono:

  • la regolazione emotiva;
  • l’immagine di sé;
  • le relazioni.

In questi casi, una lettura clinica attenta va oltre l’etichetta diagnostica, per comprendere la storia e il significato del trauma nella vita della persona.

Elaborazione dei traumi a Torino

Come lavoro con il trauma in psicoterapia.

Nel mio lavoro considero il trauma non solo come ciò che è accaduto, ma come l’effetto che quell’esperienza ha avuto sul corpo, sulle emozioni e sul modo di stare in relazione.
Per questo motivo, il percorso terapeutico sul trauma è pensato come uno spazio sicuro, rispettoso e graduale, in cui la persona può avvicinarsi alla propria esperienza senza essere sopraffatta.

La relazione terapeutica come base sicura
Mi ispiro alla teoria dell’attaccamento di John Bowlby, secondo cui molte forme di sofferenza traumatica nascono all’interno delle relazioni significative o in contesti in cui la sicurezza è venuta meno. In terapia, la relazione diventa una base sicura: uno spazio affidabile in cui sentirsi ascoltati, compresi e rispettati nei propri tempi. Questo permette al sistema emotivo di ridurre lo stato di allerta e di iniziare un processo di riorganizzazione interna.

Trauma e conflitti relazionali interni
Seguendo il modello evoluzionistico di Giovanni Liotti, considero il trauma – in particolare quello relazionale – come il risultato di conflitti tra diversi bisogni fondamentali, come il bisogno di attaccamento, di autonomia, di protezione o di appartenenza.
Quando questi sistemi entrano in conflitto, la persona può sperimentare confusione emotiva, difficoltà relazionali, senso di inadeguatezza o vergogna. Il lavoro terapeutico aiuta a riconoscere questi conflitti e a dare loro un senso, favorendo una maggiore integrazione interna.

Il corpo e la memoria traumatica
Secondo Bessel van der Kolk, il trauma non è solo un ricordo mentale, ma vive anche nel corpo e nel sistema nervoso.
Nel mio lavoro tengo conto delle manifestazioni corporee del trauma, come tensioni, iperattivazione, spegnimento emotivo o reazioni automatiche. L’obiettivo non è forzare il ricordo, ma aiutare la persona a recuperare gradualmente un senso di presenza, controllo e sicurezza nel qui e ora.

Un percorso graduale e rispettoso
Il lavoro sul trauma non consiste nel rivivere ciò che è accaduto, ma nel integrare ciò che è rimasto bloccato.
Il percorso procede per fasi, dando priorità alla stabilizzazione emotiva, al rafforzamento delle risorse personali e alla costruzione di una narrazione più coerente della propria storia. Ogni intervento viene adattato alla persona, al suo momento di vita e alle sue possibilità.

Guardare al presente e al futuro
L’obiettivo della terapia non è cancellare il passato, ma ridurre il suo impatto sul presente.
Lavorare sul trauma significa aiutare la persona a recuperare fiducia in sé e negli altri, migliorare le relazioni e tornare a sentirsi più libera di fare scelte in linea con i propri bisogni e desideri.

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